Premiato agli ENIA AI Awards 2025 con il riconoscimento “Intelligenza Giusta”, lo studio dell’Avv. Savino
Menna analizza i rischi nascosti nella gestione dei dati tramite WhatsApp Business Cloud API.
AI conversazionali e privacy: il rischio che molte aziende
sottovalutano
Gli AI Agent conversazionali stanno rivoluzionando il modo in cui aziende e consumatori comunicano.
Chatbot evoluti, assistenti virtuali e automazioni su WhatsApp promettono customer experience sempre
più rapide, personalizzate ed efficienti. Ma dietro questa trasformazione digitale si nasconde un tema
spesso ignorato: la reale protezione dei dati personali nelle conversazioni gestite tramite WhatsApp
Business Cloud API.
Il paradosso della crittografia nelle WhatsApp Cloud API
Nelle chat private tra utenti, WhatsApp utilizza una crittografia end-to-end che impedisce a terzi di leggere
i contenuti delle conversazioni. Con le Cloud API Business, invece, i messaggi vengono sì cifrati durante il
trasporto, ma risultano tecnicamente accessibili una volta arrivati sui server del provider. Questo significa
che i dati possono essere decifrati lato server, aumentando il rischio di esposizione di informazioni
sensibili.
I dati dell’indagine: sicurezza sacrificata per velocità e business
La ricerca condotta nel 2025 su circa 100 aziende italiane ha evidenziato criticità significative: • il 40%
delle aziende intervistate non era consapevole dell’assenza di crittografia E2EE nelle Cloud API; • il 35%
considerava il rischio un compromesso accettabile; • il 25% ha dichiarato di aver privilegiato il
time-to-market rispetto alla sicurezza. Questi numeri mostrano un problema culturale prima ancora che
tecnologico.
GDPR, AI Act e responsabilità delle imprese
L’utilizzo improprio delle piattaforme conversazionali può entrare in conflitto con principi fondamentali del
GDPR, tra cui Privacy by Design, Privacy by Default e accountability del titolare del trattamento. Anche il
nuovo quadro normativo europeo sull’intelligenza artificiale impone maggiore attenzione nella
progettazione di sistemi AI che trattano dati personali.
Le soluzioni proposte: verso una “Intelligenza Giusta”
Lo studio propone tre direttrici concrete per ridurre i rischi: 1. Encryption a livello di contenuto. 2.
Zero-Knowledge Proxy. 3. Governance e alfabetizzazione digitale. L’obiettivo è trasformare cybersecurity
e tutela dei dati in vantaggi competitivi.
Conclusione
L’intelligenza artificiale conversazionale rappresenta una straordinaria opportunità per aziende e
consumatori. Tuttavia, senza una progettazione realmente orientata alla sicurezza e alla protezione dei
diritti fondamentali, il rischio è compromettere la fiducia digitale. Solo sviluppando sistemi AI etici,
trasparenti e sicuri sarà possibile costruire una tecnologia davvero “giusta”.